Nessuno tranne me. Orecchio Acerbo
Sara Lundberg, Nessuno tranne me, 2025, Orecchio Acerbo, trad. M.V.D’Avino, €17.00. Target +4

“Tu sei il molo. E io la barca”.
Un bambino e la sua mamma stanno trascorrendo una giornata di sole al fiume. Tra giochi, chiacchiere e bagnanti, il piccolo protagonista decide di fare un giro; affronta l’impegnativo nodo che lega il suo canotto al molo e, superando le difficoltà, inizia un lungo viaggio silente attraverso una giungla di sorprese.
Infatti, in questo sentiero wordless, incontra fate, cascate, animali e nuovi amici, che definiranno in lui un piccolo inevitabile cambiamento prima del ritorno allo status quo iniziale.
Orecchio Acerbo porta in Italia Ingen utom jag di Sarah Lundberg, qui tradotta da Maria Valeria D’Avino. L’opera, poetica, immaginifica e visionaria, riesce a portarci in un realismo magico, in cui verità e sogno si abbracciano in maniera naturale, ridefinendo luoghi e tempi.
La narrazione, che si offre al target + 4, appare un’occasione immersiva, ricca di spunti tematici che, dalla ricerca dell’autonomia, giunge allo sguardo su di un futuro carico di speranza. A questo si aggiungono poi la portante dinamica genitoriale del rapporto madre-figlio e la voglia necessaria di esplorare, tutte tematiche definite degli avvolgenti acquerelli dell’autrice, abile nel raccontare per immagini una storia dalle poche parole, ma dai tanti dettagli visivi, nascosti in tavole colorate e fagocitanti. (Loris Gualdi)